NOTIZIE DALL’ITALIA A PROPOSITO DELL’AUTISMO

 

In Italia hanno avuto luogo recentemente due incontri sul tema dell’autismo: per i lettori di Lacan Quotidien, eccone qualche eco di due membri della SLP (Scuola lacaniana di psicoanalisi).

Primo avvenimento: un incontro-convegno organizzato con lo scopo di convincere i burocrati del Ministero della Sanità a ripensare le linee guida sull’autismo che danno un’importanza smisurata al metodo cognitivo comportamentale e schiacciano la psicoanalisi.

Secondo avvenimento, più gioioso e amicale: un omaggio a Martin Egge, nostro scomparso collega che si è tanto dedicato al lavoro con i soggetti autistici.

 Antonio Di Ciaccia


A Roma: convincere i politici

 di Sergio Sabbatini

 

Il 4 ottobre 2012 si è svolto a Roma, a Palazzo Marini, Camera dei deputati, un convegno sull’autismo, promosso da una parlamentare cattolica, la psichiatra Paola Binetti, con la partecipazione del sottosegretario alla salute, Adelfio Elio Cardinale e di Enrico Garaci,  presidente dell'Istituto superiore di Sanità (ISS). Il coordinamento di Magda Di Renzo, psicoterapeuta, spingeva verso un approccio, dialogativo, di non contrapposizione, nell’interesse dei pazienti. Ma di fatto tutto il contesto, pubblicazioni presenti comprese, era palesemente antipsicoanalitico.

Scopo del convegno era valutare “lo stato dell'arte” sull’autismo, a partire dalle linee guida sul trattamento dei disturbi dello spettro autistico promosse dall’ISS, che fanno espressamente riferimento agli approcci cognitivo-comportamentali.Nella prima parte si è discusso sulla causalità: Gabriel Levi di Roma ha sottolineato l’importanza di una diagnosi precoce. Francesco Barale di Pavia ha rimarcato la necessità di un raccordo tra neuropsichiatri infantile ed adulta. Antonio Persico di Roma ha sottolineato il carattere ambientale e non genetico dell’autismo, situando l’insorgenza della malattia nei tre mesi di vita uterina.

Il secondo momento del convegno, è stato centrato sui metodi di trattamento. Qui si sono confrontati Stefano Vicari del Bambino Gesù di Roma, il più importante ospedale pediatrico d’Italia, fautore della medicina basata sull’evidenza e di conseguenza dei metodi cognitivo-comportamentali (ABA, Teach e Parent Training).  “La libertà della cura passa per la prova scientifica”: con questo principio ha accumunato psicoanalisi e logopedia come pratiche al più inutili, pur ribadendo la sua apertura a verificare approcci diversi dal suo.

Alla fine è intervenuto il nostro collega Nicola Purgato, direttore dei centri di riabilitazione Antennina e Antenna 112, di cui è stato fondatore Martin Egge, con un intervento dal titolo “Un modello di trattamento terapeutico ispirato all’etica della psicoanalisi”, ispirato all’orientamento lacaniano e in particolare alla pratique à plusieurs di Antonio Di Ciaccia.

Sgomberati in premessa i più vieti preconcetti sulla psicoanalisi e ricordate le critiche di Lacan a certi approcci avventurosi sull’autismo a partire da Bettelheim, ha presentato il lavoro dell’antenna e i principi che lo ispirano.

1.   La psicoanalisi è dalla parte del soggetto, nella sua irriducibile particolarità.

2.   Non esiste “Il bambino autistico” tout court, esistono tanti bambini cosiddetti autistici, uno diverso dall’altro, ognuno dei quali  portatore di un messaggio che gli è peculiare.

3.   Nel lavoro con i bambini, prima di intervenire con metodi pedagogici e formativi, (più o meno autoritari) si cerca di favorire, uno per uno, l’espressione della peculiarità di ciascuno. Prima bisogna favorire un equilibrio soggettivo, dopo potrà intervenire la formazione.

Pacatezza nell’esposizione ed efficacia degli argomenti hanno saputo toccare i presenti e meritare a Purgato l’applauso più lungo e l’interesse attento dei politici presenti. Risultato: sembra che possa riaprirsi il tavolo di lavoro sulle linee guida sull’autismo.


A Venezia: Omaggio a Martin Egge

di Brigitte Laffay


Il 12 ottobre Auditorium 103 Porto di Venezia, in un ambiente caloroso e davanti a un pubblico vasto e attento, si è tenuto un convegno sull’autismo intitolato «Autismo: dalla parte del soggetto», organizzato dalla Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, l’Istituto freudiano, le Opere Riunite Buon Pastore, il Centro Martin Egge per la cura dei bambini e degli adolescenti autistici o con sofferenze psichiche, e con il patrocinio dell’Istituto svizzero.

Chiara Mangiarotti ha presieduto e coordinato la giornata dedicata a Martin Egge, fondatore dell’Antenna 112 e dell’Antennina, scomparso un anno fa. La giornata si è situata ugualmente nel quadro della battaglia in corso, in Italia come in Francia, a proposito del soggetto autistico per il riconoscimento della psicoanalisi come pratica alternativa alle terapie cognitivo-comportamentali, le sole terapie attualmente riconosciute dal ministero della sanità.

Dopo l’introduzione al tema del convegno della presidente della SLP, Paola Francesconi, e di Alberto Donaggio, direttore delle Opere Riunite Buon Pastore di Venezia, Chiara Mangiarotti ha ricordato il lavoro e il contributo di Martin Egge alla problematica dell’autismo e la sua ricerca appassionata concernente la cura del bambino artistico: una ricerca e un’accoglienza che Chiara Mangiarotti ha deciso di sostenere attraverso la fondazione del Centro Martin Egge. In particolare ha sottolineato che «creare un’atmosfera di desiderio intorno al bambino, trasmettergli il nostro desiderio, è la vera chiave di volta su cui si basa il nostro lavoro».

Alberto Turolla ha apportato il suo contributo alla giornata su «il soggetto della psicoanalisi». Antonio Di Ciaccia ha messo l’accento su quello che gli hanno insegnato i bambini autistici, in particolare permettendogli di misurare quanto per loro la parola sia pericolosa e traumatica e di constatare che spazio e tempo dipendono dal linguaggio. Virginio Baio, con l’aiuto di una sequenza clinica, ha messo in evidenza il posto essenziale che l’analista lacaniano offre ai genitori nelle cure dei bambini autistici.

Nicola Purgato, direttore terapeutico dell’Antenna 112 e dell’Antennina, ha presentato il lavoro basato sulla pratique à plusieurs e ha sviluppato i quattro tempi del lavoro: pacificazione, costruzione, apprendimento e legame sociale.

François Ansermet, responsabile del Servizio di Psichiatria del bambino e dell’adolescente della Clinica Universitaria di Ginevra, ha sottolineato infine che «l’essenziale a proposito dell’autismo è tornare alla clinica del caso per caso, come un metodo senza a priori». Secondo Ansermet, nella società attuale si tratta meno di rigetto dell’autismo in sè che di rigetto del soggetto. Occorre perciò supporre il soggetto là dove non c’è ancora per permettergli, attraverso le sue invenzioni, di avvenire al linguaggio.

In Italia si è potuto credere a lungo che le terapie cognitivo-comportamentali non avrebbero trovato una accoglienza favorevole. Oggi, come avviene in Francia, la psicoanalisi deve lottare per farsi ascoltare.